CASALMAGGIORE
Santuario della Madonna della Fontana
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L’878 è la data più antica in cui si fa riferimento
(in un contratto di permuta di terreni) al “pozzo di S. Maria”.
- Al 1320 si fa risalire il primo miracolo attribuito alle acque della
fonte qui presente (un cieco riacquistò la vista).
- Attorno al 1400 si trova a vivere nelle vicinanze del santuario (ancora
non esistente) una vergine di Casalmaggiore, la Beata Toscana Gualtieri.
Questa giovane, dopo aver preso i voti visse, fino alla morte nel 1440
in una cella adiacente il santuario infliggendosi severe punizioni e
mangiando quello che le offrivano i fedeli attraverso la ruota. Il suo
corpo, dopo la prima sepoltura, fu trasportato nel santuario nel 1610
e venne ritrovato intatto, con lunghi capelli biondi e ancora profumato.
A lei sono attribuiti molti miracoli.
- A seguito della devozione attirata dal primo miracolo della “Fontana”
si costruì un tempietto per riparare dalle intemperie un’immagine
della Vergine posta accanto alla fonte.
- Qualche opinione contraria sostiene che il tempietto risalga alla
seconda metà del 1400, dopo un nuovo miracolo delle acque della
fontana (un infermo che riprese a camminare).
- La testimonianza più affidabile ce la dà G. Romani che
fa risalire la costruzione del tempietto al primo miracolo (quello del
1300) e l’edificazione della Chiesa al 1463 (dopo il secondo miracolo).
L’antico tempietto sorgeva in corrispondenza dell’attuale
cripta del santuario.
- Attorno al 1450 arrivano a Casalmaggiore i frati Servi di Maria, distaccati
da Cremona su insistente richiesta della popolazione Casalasca. La loro
prima sistemazione non fu però qui, ma in prossimità del
fiume Po che con le sue acque rendeva malsano l’ambiente. Il primo
convento fu allora abbattuto e qui ricostruito nel 1471, dedicato a
S. MARIA DELLA FONTANA, e l’antica effigie della Vergine fu esposta
alla venerazione pubblica.
- Secondo il Romani la Chiesa, già esistente,
fu donata ai frati dalla popolazione che ne fece formale rinuncia.
- La devozione dei casalesi (e non solo) aumentò quando fu attribuito
alla Madonna della Fontana l’allontanamento della peste del 1500.
- Nel 1630 la peste tornò a Casalmaggiore e decimò 1/3
della popolazione; solo con le acque della fontana le cose migliorarono,
tanto da richiamare l’attenzione del tribunale dei prefetti della
sanità di Milano. Un inviato del tribunale venne al santuario
con molti soldi chiedendo la celebrazione di una messa e promettendone
altri se la peste avesse lasciato Milano. Prima di andarsene prese molta
acqua miracolosa che, anche a Milano, risolse le cose. La città
però non adempì il suo voto ed i padri casalaschi scrissero
una lettera in cui reclamavano la loro ricompensa per poter terminare
la costruzione del santuario. Milano pagò il suo debito.
- Nel 1778 la Madonna della Fontana liberò la città dalla
siccità durata 5 mesi, mandando la pioggia al termine di un triduo
di preghiera straordinario.
- Ancora nel 1855 il colera venne a decimare la popolazione e i devoti
cittadini si rivolsero alla Vergine del Santuario: tutto andò
bene ed ancora oggi, il 31 maggio, i casalesi e gli abitanti dei paesi
vicini fanno una processione votiva a piedi fino al santuario.
- I Servi di Maria lasciarono il convento con la venuta di Napoleone
che, solo per l’interposizione del Romani, lasciò la chiesa
aperta al culto.
- Nel 1902 il Vescovo di Cremona mons. Bonomelli mandò al convento
della Fontana i padri cappuccini che ridiedero vita al santuario dal
punto di vista sia spirituale che materiale. Infatti nel 1912 fecero
ridipingere la cripta.
- Solo nel 1991 si intrapresero i restauri che resero la chiesa così
come la vediamo oggi, riportando alla luce antichi affreschi testimonianti
la devozione dei casalesi.
- È inutile dire che sono molto sentite le celebrazioni che riguardano
la Vergine: il 25 marzo per l’Annunciazione, il 15 agosto per
l’Assunzione e l’8 dicembre per l’ Immacolata Concezione,
oltre a tutto il mese di maggio che si conclude col grande pellegrinaggio
di cui dicevamo prima.
- All’interno del santuario ricorre spessissimo la raffigurazione
della Madonna con ai suoi piedi l’immagine, in venerazione, del
committente del dipinto.
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INTERNO DEL SANTUARIO
Di rilevante interesse è un affresco attribuito
a Filippo Mazzola, padre del più famoso Francesco detto il Parmigianino,
che si trova nell’atrio della chiesa alla destra di chi entra
e prosegue oltre la porta d’ingresso.
Sono presenti molte rappresentazioni della Vergine con, ai suoi piedi
in adorazione, le figure dei committenti dell’opera.
Nella cripta è posta una conca di marmo del ‘600 che raccoglie
l’acqua proveniente dalla sorgente ed un affresco del 14°
secolo che rappresenta la Vergine e lascia intravedere una possibile
figura sottostante ancora più antica.
Nella cappella di S. Rocco è rappresentata la prima immagine
iconografica in Italia di S. Giovanna d’Arco.
Nelle ultime due cappelle di sinistra troviamo la lapide che ricorda
la possibile sepoltura in questa sede del Parmigianino, anche se è
dubbio che sia proprio lui dato che morì di pesta qui a Casalmaggiore
e fu probabilmente seppellito in una fossa comune sul sagrato della
chiesa.
Vicino alla lapide è un autoritratto dell’artista, copia
dell’originale conservato a Parma.
Un affresco raffigurante un defunto senza testa posto nell’ultima
cappella si dice raffiguri l’artista da morto, ma non è
dato di stabilirlo con certezza in quanto non è possibile alcuna
identificazione.
È certo che Parmigianino compì qui a Casalmaggiore due
delle sue più belle opere, che però furono trasportate
altrove, per cui a noi oggi non resta nulla della sua produzione artistica
ma il suo corpo ed il suo cuore riposeranno in eterno a Casalmaggiore.
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