OLTRE L'ORIZZONTE
La rubrica che qui presentiamo
raccoglie tutto ciò che riguarda il Turismo Responsabile, con
attenzione a esperienze, resoconti di viaggio e riflessioni dei naviganti
sul tema, appunto l'ORIZZONTE.
Ermena Manfredini
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Un’
esperienza di Turismo Responsabile
Finalmente i soci di Nosolonoi hanno potuto “provare”
un’esperienza di Turismo Responsabile, senza andare necessariamente
fuori dai confini della nostra Italia e senza nemmeno prendere treni
o pullman per raggiungere una pur amena località che il Bel Paese
offre anche nelle più piccole contrade.
E allora? Sono bastate le automobili, un percorso organizzato, una guida
locale e un agriturismo di quelli che ti senti subito a casa tua, perché
la meta era Isola
Dovarese.
Sono una decina i curiosi che approfittano dell’iniziativa e si
presentano davanti alla sede della Coop il sabato 20 settembre nel primo
pomeriggio: il numero conta; non serve essere troppo numerosi , soprattutto
perché il nostro passaggio non deve creare disturbo e disagio
agli ospiti e poi è meno facile distrarsi o lasciare indietro
qualcuno. Il ritrovo è sulla piazza di Isola dove ci accoglie
Fausto Malinverno, isolino doc, vero appassionato e cultore delle tradizioni
popolari, nonché vicepresidente dell’ APT del cremonese,
qui in veste di ambasciatore delle sua amatissima terra di cui conosce
davvero tutto e può permettersi di spaziare in tutti i campi
della conoscenza, visto che si intende anche di gastronomia…
Lo accompagna un personaggio curioso (lo zio) che allunga subito un
registratore per non perdere nulla di quello che il caro nipote andrà
snocciolando durante il suo avvincente e colorito racconto… -
servirà a scrivere un testo per tutti coloro che vorranno accostarsi
alla storia di Isola e alle sue tradizioni, senza necessariamente diventare
topi di biblioteca-
Siamo riuniti sotto il porticato gonzaghesco e, ogni tanto qualcuno
dei paesani si affaccia per lanciare goliardici apprezzamenti all’operato
del nostro Fausto che accondiscende benevolo e ammiccante, senza per
questo perdere il filo. Ed è subito simpatia tra i turisti
della coop e la loro guida perché il suo modo di porsi è
proprio quello che ti aspetti senza correre il rischio di camuffare
colossali sbadigli e, per contrasto, ti vengono subito alla mente certi
resoconti tristi di guide turistiche più interessate all’orologio
che ai loro interlocutori.
E così tra la piazza e le antiche prigioni, tra una meridiana
di rara fattura e un dipinto altrettanto curioso, si insinua nel racconto
e nel percorso che Fausto ci propone una giusta dose di “tensione”
e di attesa: che i “misteri” di Isola siano davvero tanti?!!
La visita si sposta anche fuori paese, addirittura in territorio mantovano,
ma è solo una questione di due o tre chilometri per ammirare
le rare bellezze della Malongola, piccola pieve sperduta nella campagna
che conserva intatto un fascino d’altri tempi.
Si ritorna ad Isola, giusto in tempo per entrare in casa di qualche
compaesano che si sente onorato della nostra visita e che ci mostra
con orgoglio le tracce ancora ben custodite di un glorioso passato:
qui è un maestoso camino ancora perfettamente funzionante, là
è un arazzo della piazza, con quel ritratto di monsignore (un
personaggio illustre di Isola) in corridoio che ti inquieta un po’
per come ti fissa… da un’altra parte del paese è
la porzione di casa rustica ricavata dalle maestose vestigia di un convento.
Adesso è solo ora di cena e ci aspetta la seconda parte della
nostra visita, all’agriturismo “Il Cantonazzo” , in
località S.Lorenzo Picenardi. Nessuna insegna fuori, anzi, facciamo
anche fatica a capire bene da dove si entra; nel frattempo ci raggiungono
altri amici che potevano partecipare solo alle cena. Siamo in 16, tutti
intorno al tavolo, quello “buono” della sala, dove il padrone
di casa ci serve tutto quello che ha preparato per noi con i prodotti
di cui lui stesso si occupa, accudito dalla moglie, ottima cuoca e convinta
sostenitrice di questa forma di accoglienza: pochi ospiti, cibi davvero
genuini, rispetto delle tradizioni e capacità di intrattenere
chi, anche solo di passaggio, voglia trovare il giusto calore dell’
ospitalità.
Chi avrà avuto voglia di leggere tutto avrà forse apprezzato
lo sforzo di rendere comprensibile un’esperienza che sempre vorremmo
fare quando viaggiamo.
Chi scrive ha le idee chiare e proverà a proporre
altri percorsi, intanto chiedete a Daniela (Presidente), Ave, Antonio,
Bruna,Tina, Augusta, e ai “miei ragazzi” Elia e Marta.
Alla prossima
Ermena