Da diversi anni la cooperativa Nonsolonoi propone alle scuole di
ogni ordine e grado interventi di vario genere per promuovere la
diffusione di una cultura della giustizia e della solidarietà.
Per
l'anno scolastico 2007-08 Nonsolonoi offre due percorsi didattici per
le classi IV e V della scuola primaria e la trattazione di cinque
tematiche per gli istituti delle scuola secondaria di secondo
grado. Gli interventi
saranno tenuti da volontari della cooperativa che si occupano
principalmente delle attività formative e che hanno esperienza di
lavoro nelle classi scolastiche.
Quali le ragioni di una scelta così “esclusiva” ? Data
la gravità e le conseguenze dei contrasti tra ricchezza e povertà
che osserviamo nel mondo, pensiamo che l’indifferenza di molti sia
dovuta più ad un difetto di conoscenza che ad una mancanza di solidarietà.
L’impegno che la cooperativa si è assunta, operando nelle
scuole, va quindi nella direzione di promuovere conoscenza come
condizione irrinunciabile di uno sguardo realista sull’interdipendenza
tra paesi ricchi e paesi poveri, come presupposto di una riflessione che
favorisca l’assunzione di responsabilità.
La nostra particolare attenzione al mondo della scuola nasce dalla
convinzione che essa sia luogo privilegiato della formazione di uomini
capaci di pensare ed immaginare realtà possibili guardando alle
possibilità reali.
Rendere noti gli interventi realizzati può consentire a quanti
ci leggono e si occupano di formazione di intraprendere nuovi percorsi
per “coltivare l’umanità” come impegno contro
ogni schiavitù.
Per ragioni editoriali le lezioni proposte sono state esposte in forma
sintetica ma ci rendiamo disponibili a fornire ulteriori indicazioni,
anche bibliografiche, circa gli specifici percorsi proposti.
Ringraziamo gli insegnanti che hanno richiesto la consulenza della cooperativa
per realizzare nelle singole scuole occasioni di conoscenza attraverso
percorsi integrativi dell’ordinaria attività didattica.
Nella convinzione che “giorno dopo giorno sia garantito ai bambini
il diritto di essere tali”. Siamo convinti che “….il
mondo tratta i bambini ricchi come se fossero denaro affinché si
abituino ad agire come agisce il denaro. Il mondo tratta i bambini poveri
come se fossero rifiuti, affinché diventino dei rifiuti. E quelli
che stanno in mezzo, i bambini che non sono né ricchi né
poveri, li tiene legati alla gamba del televisore perché fin da
molto piccoli accettino, come destino, una vita prigioniera. I bambini
che riescono ad essere bambini hanno molta magia e molta fortuna”
(E. Galeano)
SCUOLE MEDIE SUPERIORI
(con possibile scansione modulare o per itinerari conoscitivi specifici)
1° Modulo:
Povertà: male endemico del sistema produttivo o frutto di incapacità?
La lezione è stata proposta agli alunni delle classi
terminali di istituti tecnici e come prima tappa di un percorso finalizzato
alla conoscenza del complesso evento – globalizzazione.
La questione della povertà è stata affrontata sviluppando
i seguenti aspetti:
1- La descrizione delle condizioni di vita del povero sintetizzabili nella
fame e nella servitù
2- Il confronto tra la servitù medievale e quella moderna con particolare
riferimento agli atteggiamenti con cui gli uomini guardavano e guardano
al povero
3- L’individuazione delle aree di maggior concentrazione di poveri
utilizzando concetti di spazio quali est-ovest, nord- sud, centro- periferia
.
L’analisi dei termini con cui si è soliti indicare il rapporto
tra sviluppo e sottosviluppo, tra ricchezza e povertà, ha tenuto
conto delle implicazioni storiche e culturali sottese all’utilizzo
di un lessico per nulla scevro di giudizi e di valori.
4- L’analisi delle possibili cause della povertà. Si è
valutato, alla luce di fatti sia di ordine socio-economico che culturali,
se la povertà sia riconducibile ad una questione economica, cioè
dipendente esclusivamente dalle regole di mercato, o una questione culturale
, cioè effetto di un modo di definirsi ed essere uomo in mezzo
ad altri uomini. La globalizzazione come evento che caratterizza la storia
dell’umanità, a partire dal viaggio di Colombo, è
stata presentata sia facendo riferimento agli aspetti culturali, quali
il pensiero etico neo-utilitarista oltre che l’esplicitazione di
vissuti collettivi, sia guardando all’organizzazione del sistema
mondiale di produzione e di distribuzione di beni e servizi. L’analisi
dei fatti ha consentito la formulazione di una ipotesi plausibile di lettura
della povertà come questione economica in quanto questione culturale.
L’economia è l’effetto di una coscienza di essere uomo
in un certo modo. Può parte del genere umano godere del benessere
a danno di altri uomini?
5- Individuazione di progetti e di interventi realizzati come risposte
concrete alle sofferenze dei poveri con particolare riferimento al decalogo
contro la povertà stilato nel 1995, alle attività delle
organizzazione non governative e alle scelte politiche degli stati.
La durata della lezione è stata di circa due ore
e si è utilizzato sia materiale audiovisivo che cartaceo disponibile
a quanti volessero consultarlo.
2° MODULO: La finanziarizzazione
dell’economia: “banche armate” e proposte di finanza
alternativa
Il secondo modulo dell’intervento proposto
in questi anni agli alunni del triennio delle Superiori ha come obiettivo
l’inquadramento dell’aspetto finanziario dell’economia
neoliberista colta nei suoi rapporti, da un lato, con le vicende belliche
in atto nel Pianeta e con il sempre fiorente commercio delle armi, dall’altro
con le esperienze di finanza alternativa, microcredito e banche etiche.
L’avvio del tema prevede un’informazione preliminare su dati
numerici e significato dei termini più complessi; si procede, quindi,
attraverso filmati a richiamare alla mente il fenomeno “guerra”
quale si è andato delineando dalla caduta del Muro di Berlino fino
alle “guerre dimenticate” dei nostri giorni per cogliere lo
stretto legame tra guerra ed economia: la presenza di armi italiane in
Rwanda, Sierra Leone o in Indonesia e il ruolo delle banche italiane nelle
transazioni connesse all’esportazione di materiale bellico e di
know-how vengono “visualizzati” ed illustrati, come pure l’incidenza
del commercio delle armi sull’ammontare complessivo del Debito Estero
dei Paesi del Sud del mondo.
Ricordare cosa sia una guerra non appare ininfluente in un’epoca
come la nostra che vede riaffiorare, di volta in volta, il concetto di
“guerra giusta”, di “intervento umanitario” d’emergenza
in cui la NATO si sostituisce all’ONU, di “Missioni Arcobaleno”
contemporanee ad attacchi aerei …magari con bombe all’uranio
impoverito, di embargo economico ai danni di popolazioni civili già
vittime di “guerre lampo”, mentre si vorrebbe “ignorare”
il desolante fenomeno dei “bambini- soldato”.
Individuate le reali ragioni economiche - dal petrolio ai diamanti…-
dei conflitti in atto spesso oscurate da definizioni quali “guerre
tribali”, “conflitti tra opposti “fondamentalismi”,
guerre “etniche” o di religione, si passa all’esame
della documentazione relativa alle esperienze internazionali -“Grameen
Bank”-, europee- RAFAD, Triodos Bank, Oekobank, ecc- italiane- Microcredito
con il Sud del mondo, MAG, Banca Popolare Etica, sempre attraverso immagini,
interviste, dati sulla reale consistenza economica delle iniziative, riferimenti
alla realtà cremonese e alle Campagne di sensibilizzazione promosse
in merito ( v. ”Una tassa giusta: la Tobin Tax”)…, in
attesa che dalla Campagna “Banche Trasparenti “ il Centro
nuovo Modello di Sviluppo elabori una “Guida al risparmio critico”.
- parola di Francuccio Gesualdi- !
Le diverse tipologie di scuole e corsi di studi portano a selezionare
il materiale e l’informazione in base alle richieste specifiche
di insegnanti ed alunni ed alle esigenze di percorsi tematici interdisciplinari
per il colloquio dell’Esame di Stato. A partire da tale prospettiva
vengono fornite bibliografia e segnalazioni di siti “ad hoc”,
come pure fotocopie di testi significativi per riprendere l’argomento
nell’ordinaria attività didattica o per rielaborare le conoscenze
in un saggio breve concordato con il docente.
Nelle due ore d’intervento ogni flash video o grafico statistico
vede il coinvolgimento dei ragazzi nell’esplicitazione di commenti,
interrogativi, dubbi, o nel gioco di riconoscimento di testi giornalistici
ed immagini pubblicitarie proposte per esercizi di decodifica di linguaggi
“economicamente militarizzati”.
3° MODULO: Il ruolo
del WTO nelle relazioni commerciali globalizzate e la possibile alternativa
del Commercio Equo e solidale in Italia e in Europa
Dopo
una presentazione introduttiva verrà esposta una breve storia del
neoliberismo, dei suoi capisaldi -commercio libero per beni e servizi,
libera circolazione di capitali, libertà per gli investimenti -
, del perché si è diffuso così ampiamente e in modo
incontrastato come dottrina; sono presentati alcuni esempi degli effetti
prodotti in alcuni paesi nei quali le ricette neoliberali sono state applicate
sia nel “nord” del mondo, USA e Gran Bretagna, sia con un
filmato sulla produzione di banane nel Guatemala, la raccolta di fiori
di gelsomini in Egitto, la produzione di palloni in Pakistan per quanto
riguarda il sud del mondo.
Strumento privilegiato con cui il mercato economico mondiale nella sua
veste neoliberale tesse i suoi rapporti tra gli stati è il WTO
(Organizzazione mondiale del commercio). Il discorso è complesso
e non si pretende di presentare tutti gli aspetti di questa organizzazione
e le intricate regole che governano gli accordi: attraverso alcuni lucidi
si cercherà di cogliere gli aspetti fondamentali spiegati attraverso
esempi concreti in particolare delle conseguenze che certi accordi portano
ai paesi e alle popolazioni sia del nord e a maggior ragione e in modo
certamente più drammatico a quelle dei paesi più poveri.
Attualissimo, ad esempio, era negli incontri di questa primavera il problema
dell’accesso ai farmaci essenziali nella vertenza che vedeva contrapposto
il Sud Africa e 39 multinazionali farmaceutiche.
A questa situazione mondiale esiste una via d’uscita o siamo ancora
qui a far denunce senza proposte? Penso che questa sia una parte molto
importante del modulo, prospettare ai ragazzi/e che c’è chi
si è chiesto cosa poter fare di concreto per cambiare rotta. Non
si tratta di teorie ma di realtà, della vita quotidiana di persone
sia nel sud come al nord del mondo che in questo progetto hanno creduto
ed hanno visto le loro vite cambiare in meglio.
Quattro i temi affrontati: che cosa e’ il commercio equo e solidale,
quali sono i criteri di scelta dei produttori e dei prodotti, i criteri
sul quale si fonda, la composizione del prezzo per la CTM – garanzia
del prezzo minimo. Il commercio equo e solidale non è di un atto
di solidarietà, l’elemosina che ci fa stare tutti bene ma
un atto di giustizia, il credere che i rapporti tra gli uomini possono
cambiare a partire da atti quotidiani come il far la spesa e nel chiedersi
cosa ci sta dietro ogni prodotto che noi compriamo: quale cultura, quale
rispetto per il lavoratore, quale rispetto per l’ambiente.
Ci si è resi conto che in un mondo dove l’economia pretende
di governare e dettare le regole: “voti ogni volta che fai la spesa”.
È meraviglioso, puoi fare più danni al sistema economico
mondiale che massimizza il profitto per alcune categorie di persone non
mangiando un panino che tirando un sasso. La presentazione dei temi si
avvale di filmati tratti da documentari, di videoclip, di lucidi per cercare
di coinvolgere il più possibile i ragazzi/e sia per suscitare le
loro domande e riflessioni sia per rendere il più possibile comprensibile
con immagini ciò che viene loro presentato. Inoltre per la spiegazione
del commercio equo e solidale ci sarà una presentazione di alcuni
prodotti e delle schede di presentazione dei prodotti stessi che le accompagna.
INTERVENTO SPECIFICO SU: “Pubblicità
regresso: come si consuma il Sud del
mondo”
L’esperienza
realizzata con le classi del biennio del Liceo Scientifico di Viadana
nell’anno scolastico ‘98/ ‘99 e precedentemente, nella
prima metà degli anni Novanta, presso il Liceo Scientifico di Cremona
ad opera dell’allora Commissione Progetto Giovani, ha visto l’intervento
di due operatori della nostra Cooperativa su progetto concordato con la
prof. sa Evelina Stringhini - che desidero ricordare come amica e sostenitrice
di NONSOLONOI a due anni dalla prematura scomparsa.
Il progetto, articolato su due interventi di due ore ciascuno, propone
ai ragazzi una riflessione sul ruolo pervasivo della pubblicità,
sul coinvolgimento emotivo che provoca nell’utente sul condizionamento
indotto nel consumatore che “crede” di scegliere un prodotto.
Una serie di diapositive consentono di “guardare meglio” immagini
e didascalie dei messaggi pubblicitari, invitando gli alunni ad indovinare
e riconoscere prodotti, schemi comunicativi e modelli concettuali di riferimento,
in relazione al rapporto tra bisogni e tendenze, desideri e costruzioni
di identità.
Si passa quindi ad analizzare il ruolo degli stereotipi nella formazione
o nel rafforzamento di immaginari collettivi, di un “sentire comune”,
di bisogni indotti, di frasi fatte, di linguaggi generazionali “a
slogan” . Contemporaneamente si sollecitano gli
alunni ad individuare “quello che la pubblicità
non dice”: quanto ignoriamo della storia anche dei prodotti più
noti ? Perché marche prestigiose non comunicano il luogo di provenienza
del prodotto finito? Quale lavoro - spesso infantile- sta alle spalle
di molti dei nostri quotidiani acquisti? Quale il reale potere nutrizionale
di quella “merendina”? E quanto incide il “testimonial”
famoso sul costo finale del prodotto? I ragazzi scoprono, in genere con
sorpresa, quanto complesso sia il rapporto tra immagine che sembra “rendere
vero” un prodotto e verità storica ricostruibile attraverso
una più consapevole lettura “tra le righe”, ben oltre
la suggestione omologante.
Nel corso della collettiva ricerca di esempi più o meno noti che
possano fornire risposte agli interrogativi sopra esposti, viene introdotto
un ulteriore passaggio: come il Sud – paesaggi, arte, tradizioni,
storia, volti, materie prime, …- viene rappresentato attraverso
la pubblicità? Il potere dell’evocazione e della seduzione,
il tema dell’integrazione( …tutti uguali.. a chi?!), il richiamo
esotico e la figura del “selvaggio”: quanti “messaggi”
importanti e mistificanti possono essere introiettati più o meno
consapevolmente dal consumatore del Nord?
E infine: può esistere un linguaggio pubblicitario differente?
Esistono “canali” commerciali che sanno essere alternativi
nella capacità di informare il consumatore- cliente sul prodotto
in sé, sulla storia che lo accompagna, sul percorso dalle terre
del Sud alle botteghe del Nord?
La proposta del Commercio equo e solidale, l’analisi delle schede
che accompagnano i singoli prodotti e del linguaggio che accompagna la
“pubblicità” all’esterno delle Botteghe del mondo
è l’ultima tappa del percorso proposto come tappa significativa
nella formazione di “consumatori critici e solidali”
Il fondamentale dialogo didattico tra operatori della Cooperativa, alunni
e docenti risulta in genere facilitato proprio dal richiamo all’esperienza
quotidiana dei personali acquisti e dal divertente gioco di decodifica
- anche con una buona dose di umorismo ed ironia- di immagini che pubblicizzano…
quello che mai avremmo immaginato, perché, si sa, “la pubblicità
è l’anima del commercio”…, e, forse, di un commercio
“senz’anima”!!??
Indicazioni bibliografiche e materiale in fotocopie consentono una ripresa
di temi e problematiche più direttamente connessi ai contenuti
disciplinari affrontati dalle singole classi.
NONSOLONOI
è il titolo della ricerca condotta dalla classe 3a B della scuola
media di Casalbuttano nell’anno scolastico 99/00 con la guida delle
insegnanti Piazza Lorena e Tecchio Laura.
Finalità educativa: sensibilizzare
gli alunni di una classe terza di scuola media alle problematiche del
sottosviluppo e della disuguaglianza tra Nord e Sud del mondo.
La ricerca trova ampia motivazione proprio nei programmi di Storia e Geografia
dell’ultimo anno del ciclo.
Scopo della ricerca: realizzare un testo
(libro) da diffondere nell’ambiente scolastico e tra la cittadinanza
e il cui ricavato è stato devoluto per la campagna sul debito estero
dei Paesi poveri.
Metodologia: quella della ricerca, attraverso lo studio di testi, la formulazione
di ipotesi, la raccolta di dati, l’uso di tecnologie multimediali
Importanza dell’iniziativa: tutta
la scuola media è stata coinvolta nell’iniziativa, sia attraverso
la realizzazione delle varie fasi del lavoro, sia attraverso una mostra
didattica
Nei locali della scuola stessa, sia attraverso il coinvolgimento dei genitori
degli alunni che hanno collaborato a vario titolo.
Il testo NONSOLONOI redatto dagli alunni della 3a B à realizzato
in forma di libro, formato
29 x 21, rilegato in tipografia.
INCONTRI CON GLI ALUNNI DELLE SCUOLE
MEDIE E CORSO PER GLI ADULTI SULL’IMMIGRAZIONE
Anche quest'anno
ho avuto modo di presentare il problema della immigrazione sia ad alcune
classi delle Scuole Medie, sia agli adulti, in genere stranieri del Corso
per Adulti della Scuola Campi.
Il metodo era adattato alla situazione delle classi anche se non era facile,
non conoscendo la situazione e il livello degli alunni.
Per i ragazzi della Media si partiva da un giro di domande sul problema,
di ciò che avevano sentito a casa, in classe o con gli amici, quali
le reazioni, i pregiudizi. Più interessante quando in classe c'era
qualche alunno proveniente da altri paesi, in genere africani a latinoamericani,
cui ho chiesto di raccontare la loro storia, le peripezie del viaggio,
le
difficoltà incontrate nella nuova terra e quale l'integrazione
con i compagni di scuola. In questo caso il dibattito si faceva più
ricco e spigliato.
Si partiva poi attraverso lucidi e video a classificare il fenomeno migratorio,
sottolineandone il fattore non congiunturale e ricercandone assieme le
cause. Dalla globalizzazione ai problemi del debito, della
guerra e della fame alla ricerca di migliori situazioni di vita, di migliori
guadagni. Dalla fuga ad ogni costo da situazioni invivibili alla ricerca
di avventurarsi per arricchirsi in fretta fino ai mercati delle persone,
alle nuove schiavitù.
La partecipazione è sempre stata molto ricca, in alcune classi
più vivace e profonda, in altre meno. Si percepiva se l'insegnante
aveva già dato alcune
nozioni del problema parlando della geografia politica e economica e se
la provenienza era da una famiglia dove regnavano i luoghi comuni di un
certo modo di leggere la realtà o da una famiglia che rifletteva
criticamente sul tema. Purtroppo si deve rilevare che il tempo di una
lezione è troppo limitato per permettere di tracciare un quadro
il più completo possibile su un problema così vasto e complesso.
Nelle lezioni tenute con gli adulti in maggioranza stranieri, logicamente
il punto di partenze era sempre la conoscenza reciproca, il racconto da
dove venivano e come erano arrivati e i problemi che stavano affrontando.
Come per i ragazzi delle Medie si partiva poi per riannodare i problemi
e fare sintesi sulle cause del fenomeno migratorio, sui problemi dell'integrazione
e sulle soluzioni di inserimento nella realtà italiana.
Interessante tra gli adulti la preoccupazione di verificare i propri valori
culturali e religiosi e di metterli a confronto con quelli degli altri
colleghi. Anche in questo caso la valutazione è positiva. Occorrerebbero
maggiori incontri a livello scolastico e anche extra scolastico per un
confronto,
una maggior conoscenza della cultura del luogo, delle leggi e dei diritti,
per permettere la maturazione di un rapporto dialogico che superi le paure
e i pregiudizi, la non conoscenza e le chiusure per un rapporto civile
nel rispetto dei diritti delle persone e del pluralismo delle espressioni
culturali.
Aggiungo un appunto, partendo da un'esperienza fatta non nel programma
di Nonsolonoi e non a Cremona. Ho avuto modo di presentare il tema della
migrazioni a un gruppo di classi delle Scuole Superiori e se in una esperienza
tutto è funzionato abbastanza, nella seconda per la presenza di
alunni di una identificazione ideologica altamente conservatrice la lezione
si è trasformata in un vero e proprio conflitto verbale senza la
possibilità di un dialogo rispettoso e critico. Scrivo non per
lamentare il caso ma per sottolineare la necessità di trovare spazi
di dibattito sul problema nelle scuole superiori dove si preparano coloro
che devono tra
pochi anni assumere gli impegni politici, economici e culturali del paese.
Se avremo dato una mano per una cultura del dibattito democratico e critico
e del rispetto reciproco senza ricorrere alla violenza anche verbale,
avremo contribuito immensamente alla formazione di un mondo civile, capace
di accoglienza e di rispetto all'altro.
A chi viene proposto il gioco:
Il gioco viene proposto ai bambini delle ultime classi della scuola elementare
(9 e 10 anni) ma potrebbe essere utilizzato anche con bambini/e fino a
12 anni.
Durata dell’attività:
Sono previste due ore tra presentazione, gioco e discussione finale
Materiali a disposizione:
Non ci deve essere assolutamente niente sopra al banco. Ogni cosa viene
fornita dall’animatore.
Obiettivi:
Simulare l’intera catena produttiva (dal cacao al cioccolato) sia
del commercio internazionale che del commercio equo, per cogliere, sulla
propria pelle, le ingiustizie esistenti nell’attuale sistema commerciale.
Svolgimento:
La classe viene divisa in due gruppi seguendo lo schema predisposto per
il gioco:
- uno rappresenta la catena produttiva del COMMERCIO INTERNAZIONALE
(8-12 bambini),
- l’altro quella del COMMERCIO EQUO (7-10 bambini).
Quindi si passa alla fase di esecuzione del gioco.
Al termine creare un momento di silenzio e attenzione
e far dire ai bambini che cosa hanno fatto, evidenziare il diverso trattamento
che i contadini hanno ricevuto nei due percorsi.
Far riflettere i bambini su quello che hanno capito facendo questo gioco,.
Sono
un’insegnante del 3° circolo oltre che socia della Coop Nonsolonoi
e faccio parte della commissione di intercultura. Questa commissione è
attiva da alcuni anni. Dopo un primo periodo di riflessione e di studio
dallo scorso anno abbiamo cominciato a produrre materiale per le nostre
scuole.
Si è deciso di affrontare come primo lavoro, la programmazione
di ricerca geografica.
Siamo partite dicendo che tutte le discipline sono interessate al discorso
interculturale ma che alcune come la ricerca storica e geografica, si
prestano in maniera privilegiata alla trasmissione di conoscenze utili
alla formazione di un cittadino nelle società pluriculturale. Si
trattava non tanto di formulare nuovi obiettivi ma di inserire in quelli
esistenti contenuti i interesse interculturale. L’obiettivo individuato
è la percezione di sé e dell’altro.
In classe prima si va da:
1. una dimensione personale riferita all’immagine di sé fisica
rapportata a quella degli altri (somiglianze differenze);
2. a una dimensione affettivo/emotiva riferita a situazioni che fanno
scattare in noi dei sentimenti confrontandole con quelle degli altri;
3. a una dimensione sociale riferita al vissuto familiare che parte dalla
propria casa e dalla propria famiglia per far superare il concetto di
diversità (ogni casa è casa e ogni famiglia è famiglia);
In classe seconda si parte dalla storia personale per arrivare
a raccontare le nostre storie, trovando somiglianze e differenze, e ad
ascoltare storie del passato e del mondo. (Questo lo si può fare
anche con i giochi, le fiabe, i cibi…).
Un altro lavoro, che si collega al discorso casa fatto
in prima, è la scoperta delle cose nel mondo.
In classe terza si cominciano ad utilizzare alcuni strumenti
cartografici: si ha così il confronto tra la Carta di Mercatore
e la carta di Peters e il confronto tra le varie rappresentazioni del
mondo per evidenziare come i continenti vengano più o meno “centralizzati”
in base all’appartenenza geografica di coloro che hanno preparato
la cartina.
Si inseriscono le conoscenze del proprio ambiente dal punto di vista geografico
nella relazione con ambienti simili, ricercando le condizioni di vita
dell’uomo e le problematiche che ne scaturiscono (es. Pianura Padana
- altre pianure alluvionali nel mondo e confronto delle loro problematiche).
In classe quarta affrontando il discorso sulle regioni
italiane si affronta il tema della migrazione interna ed esterna.
In classe quinta vengono proposte:
- l’ipotesi Gaia (visione della terra come un tutt’uno dove
ogni realtà si collega alle altre);
- le fasce climatiche e gli ambienti naturali ad esse collegati, insediamenti
umani e loro problematiche: deforestazione, siccità, coltivazioni,
globalizzazione dei mercati, lavoro minorile, …
- si guardano le associazioni mondiali (ONU, Banca Mondiale, …)
la CEE e l’Europa.
Il lavoro affrontato quest’anno, poi, ha riguardato
la produzione di un protocollo di accoglienza per i bambini stranieri
che prevede, tra le altre cose, l’incontro con i genitori, in modo
da poter conoscere da subito la storia del bambino sia familiare sia scolastica
per un migliore inserimento nella classe e nella scuola.