SCUOLENonsolonoi

Da diversi anni la cooperativa Nonsolonoi propone alle scuole di ogni ordine e grado interventi di vario genere per promuovere la diffusione di una cultura della giustizia e della solidarietà.
Per l'anno scolastico 2007-08 Nonsolonoi offre due percorsi didattici per le classi IV e V della scuola primaria e la trattazione di cinque tematiche per gli istituti delle scuola secondaria di secondo grado.
Gli interventi saranno tenuti da volontari della cooperativa che si occupano principalmente delle attività formative e che hanno esperienza di lavoro nelle classi scolastiche.

SOMMARIO

LE RAGIONI DI UNA PRESENZA NELLE SCUOLE

SCUOLE ELEMENTARI

SCUOLE MEDIE INFERIORI

SCUOLE MEDIE SUPERIORI

1° Modulo: Povertà: male endemico del sistema produttivo o frutto di incapacità?

2° MODULO: La finanziarizzazione dell’economia: “banche armate” e proposte di finanza alternativa

3° MODULO: Il ruolo del WTO nelle relazioni commerciali globalizzate e la possibile alternativa del Commercio Equo e solidale in Italia e in Europa

NTERVENTO SPECIFICO SU: “Pubblicità regresso: come si consuma il Sud del mondo”

LE RAGIONI DI UNA PRESENZA NELLE SCUOLE

Quali le ragioni di una scelta così “esclusiva” ? Data la gravità e le conseguenze dei contrasti tra ricchezza e povertà che osserviamo nel mondo, pensiamo che l’indifferenza di molti sia dovuta più ad un difetto di conoscenza che ad una mancanza di solidarietà.
L’impegno che la cooperativa si è assunta, operando nelle scuole, va quindi nella direzione di promuovere conoscenza come condizione irrinunciabile di uno sguardo realista sull’interdipendenza tra paesi ricchi e paesi poveri, come presupposto di una riflessione che favorisca l’assunzione di responsabilità.
La nostra particolare attenzione al mondo della scuola nasce dalla convinzione che essa sia luogo privilegiato della formazione di uomini capaci di pensare ed immaginare realtà possibili guardando alle possibilità reali.
Rendere noti gli interventi realizzati può consentire a quanti ci leggono e si occupano di formazione di intraprendere nuovi percorsi per “coltivare l’umanità” come impegno contro ogni schiavitù.
Per ragioni editoriali le lezioni proposte sono state esposte in forma sintetica ma ci rendiamo disponibili a fornire ulteriori indicazioni, anche bibliografiche, circa gli specifici percorsi proposti.
Ringraziamo gli insegnanti che hanno richiesto la consulenza della cooperativa per realizzare nelle singole scuole occasioni di conoscenza attraverso percorsi integrativi dell’ordinaria attività didattica.
Nella convinzione che “giorno dopo giorno sia garantito ai bambini il diritto di essere tali”. Siamo convinti che “….il mondo tratta i bambini ricchi come se fossero denaro affinché si abituino ad agire come agisce il denaro. Il mondo tratta i bambini poveri come se fossero rifiuti, affinché diventino dei rifiuti. E quelli che stanno in mezzo, i bambini che non sono né ricchi né poveri, li tiene legati alla gamba del televisore perché fin da molto piccoli accettino, come destino, una vita prigioniera. I bambini che riescono ad essere bambini hanno molta magia e molta fortuna” (E. Galeano)

Luisa Tinelli

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DOCUMENTI

BROCHURE ELEMENTARI 2007-08

 PRESENTAZIONE PERCORSO ELEMENTARI

BROCHURE SUPERIORI 2007-08

MATERIALI

Video Ristorazione solidale

Video Un'altra via d'uscita

ALTRO MATERIALE



SCUOLE MEDIE SUPERIORI
(con possibile scansione modulare o per itinerari conoscitivi specifici)

1° Modulo: Povertà: male endemico del sistema produttivo o frutto di incapacità?

La lezione è stata proposta agli alunni delle classi terminali di istituti tecnici e come prima tappa di un percorso finalizzato alla conoscenza del complesso evento – globalizzazione.
La questione della povertà è stata affrontata sviluppando i seguenti aspetti:

1- La descrizione delle condizioni di vita del povero sintetizzabili nella fame e nella servitù

2- Il confronto tra la servitù medievale e quella moderna con particolare riferimento agli atteggiamenti con cui gli uomini guardavano e guardano al povero

3- L’individuazione delle aree di maggior concentrazione di poveri utilizzando concetti di spazio quali est-ovest, nord- sud, centro- periferia .
L’analisi dei termini con cui si è soliti indicare il rapporto tra sviluppo e sottosviluppo, tra ricchezza e povertà, ha tenuto conto delle implicazioni storiche e culturali sottese all’utilizzo di un lessico per nulla scevro di giudizi e di valori.

4- L’analisi delle possibili cause della povertà. Si è valutato, alla luce di fatti sia di ordine socio-economico che culturali, se la povertà sia riconducibile ad una questione economica, cioè dipendente esclusivamente dalle regole di mercato, o una questione culturale , cioè effetto di un modo di definirsi ed essere uomo in mezzo ad altri uomini. La globalizzazione come evento che caratterizza la storia dell’umanità, a partire dal viaggio di Colombo, è stata presentata sia facendo riferimento agli aspetti culturali, quali il pensiero etico neo-utilitarista oltre che l’esplicitazione di vissuti collettivi, sia guardando all’organizzazione del sistema mondiale di produzione e di distribuzione di beni e servizi. L’analisi dei fatti ha consentito la formulazione di una ipotesi plausibile di lettura della povertà come questione economica in quanto questione culturale. L’economia è l’effetto di una coscienza di essere uomo in un certo modo. Può parte del genere umano godere del benessere a danno di altri uomini?

5- Individuazione di progetti e di interventi realizzati come risposte concrete alle sofferenze dei poveri con particolare riferimento al decalogo contro la povertà stilato nel 1995, alle attività delle organizzazione non governative e alle scelte politiche degli stati.

La durata della lezione è stata di circa due ore e si è utilizzato sia materiale audiovisivo che cartaceo disponibile a quanti volessero consultarlo.

Luisa Tinelli

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2° MODULO: La finanziarizzazione dell’economia: “banche armate” e proposte di finanza alternativa

Il secondo modulo dell’intervento proposto in questi anni agli alunni del triennio delle Superiori ha come obiettivo l’inquadramento dell’aspetto finanziario dell’economia neoliberista colta nei suoi rapporti, da un lato, con le vicende belliche in atto nel Pianeta e con il sempre fiorente commercio delle armi, dall’altro con le esperienze di finanza alternativa, microcredito e banche etiche.
L’avvio del tema prevede un’informazione preliminare su dati numerici e significato dei termini più complessi; si procede, quindi, attraverso filmati a richiamare alla mente il fenomeno “guerra” quale si è andato delineando dalla caduta del Muro di Berlino fino alle “guerre dimenticate” dei nostri giorni per cogliere lo stretto legame tra guerra ed economia: la presenza di armi italiane in Rwanda, Sierra Leone o in Indonesia e il ruolo delle banche italiane nelle transazioni connesse all’esportazione di materiale bellico e di know-how vengono “visualizzati” ed illustrati, come pure l’incidenza del commercio delle armi sull’ammontare complessivo del Debito Estero dei Paesi del Sud del mondo.
Ricordare cosa sia una guerra non appare ininfluente in un’epoca come la nostra che vede riaffiorare, di volta in volta, il concetto di “guerra giusta”, di “intervento umanitario” d’emergenza in cui la NATO si sostituisce all’ONU, di “Missioni Arcobaleno” contemporanee ad attacchi aerei …magari con bombe all’uranio impoverito, di embargo economico ai danni di popolazioni civili già vittime di “guerre lampo”, mentre si vorrebbe “ignorare” il desolante fenomeno dei “bambini- soldato”.
Individuate le reali ragioni economiche - dal petrolio ai diamanti…- dei conflitti in atto spesso oscurate da definizioni quali “guerre tribali”, “conflitti tra opposti “fondamentalismi”, guerre “etniche” o di religione, si passa all’esame della documentazione relativa alle esperienze internazionali -“Grameen Bank”-, europee- RAFAD, Triodos Bank, Oekobank, ecc- italiane- Microcredito con il Sud del mondo, MAG, Banca Popolare Etica, sempre attraverso immagini, interviste, dati sulla reale consistenza economica delle iniziative, riferimenti alla realtà cremonese e alle Campagne di sensibilizzazione promosse in merito ( v. ”Una tassa giusta: la Tobin Tax”)…, in attesa che dalla Campagna “Banche Trasparenti “ il Centro nuovo Modello di Sviluppo elabori una “Guida al risparmio critico”. - parola di Francuccio Gesualdi- !
Le diverse tipologie di scuole e corsi di studi portano a selezionare il materiale e l’informazione in base alle richieste specifiche di insegnanti ed alunni ed alle esigenze di percorsi tematici interdisciplinari per il colloquio dell’Esame di Stato. A partire da tale prospettiva vengono fornite bibliografia e segnalazioni di siti “ad hoc”, come pure fotocopie di testi significativi per riprendere l’argomento nell’ordinaria attività didattica o per rielaborare le conoscenze in un saggio breve concordato con il docente.
Nelle due ore d’intervento ogni flash video o grafico statistico vede il coinvolgimento dei ragazzi nell’esplicitazione di commenti, interrogativi, dubbi, o nel gioco di riconoscimento di testi giornalistici ed immagini pubblicitarie proposte per esercizi di decodifica di linguaggi “economicamente militarizzati”.

Daniela Negri

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3° MODULO: Il ruolo del WTO nelle relazioni commerciali globalizzate e la possibile alternativa del Commercio Equo e solidale in Italia e in Europa

Dopo una presentazione introduttiva verrà esposta una breve storia del neoliberismo, dei suoi capisaldi -commercio libero per beni e servizi, libera circolazione di capitali, libertà per gli investimenti - , del perché si è diffuso così ampiamente e in modo incontrastato come dottrina; sono presentati alcuni esempi degli effetti prodotti in alcuni paesi nei quali le ricette neoliberali sono state applicate sia nel “nord” del mondo, USA e Gran Bretagna, sia con un filmato sulla produzione di banane nel Guatemala, la raccolta di fiori di gelsomini in Egitto, la produzione di palloni in Pakistan per quanto riguarda il sud del mondo.
Strumento privilegiato con cui il mercato economico mondiale nella sua veste neoliberale tesse i suoi rapporti tra gli stati è il WTO (Organizzazione mondiale del commercio). Il discorso è complesso e non si pretende di presentare tutti gli aspetti di questa organizzazione e le intricate regole che governano gli accordi: attraverso alcuni lucidi si cercherà di cogliere gli aspetti fondamentali spiegati attraverso esempi concreti in particolare delle conseguenze che certi accordi portano ai paesi e alle popolazioni sia del nord e a maggior ragione e in modo certamente più drammatico a quelle dei paesi più poveri. Attualissimo, ad esempio, era negli incontri di questa primavera il problema dell’accesso ai farmaci essenziali nella vertenza che vedeva contrapposto il Sud Africa e 39 multinazionali farmaceutiche.
A questa situazione mondiale esiste una via d’uscita o siamo ancora qui a far denunce senza proposte? Penso che questa sia una parte molto importante del modulo, prospettare ai ragazzi/e che c’è chi si è chiesto cosa poter fare di concreto per cambiare rotta. Non si tratta di teorie ma di realtà, della vita quotidiana di persone sia nel sud come al nord del mondo che in questo progetto hanno creduto ed hanno visto le loro vite cambiare in meglio.
Quattro i temi affrontati: che cosa e’ il commercio equo e solidale, quali sono i criteri di scelta dei produttori e dei prodotti, i criteri sul quale si fonda, la composizione del prezzo per la CTM – garanzia del prezzo minimo. Il commercio equo e solidale non è di un atto di solidarietà, l’elemosina che ci fa stare tutti bene ma un atto di giustizia, il credere che i rapporti tra gli uomini possono cambiare a partire da atti quotidiani come il far la spesa e nel chiedersi cosa ci sta dietro ogni prodotto che noi compriamo: quale cultura, quale rispetto per il lavoratore, quale rispetto per l’ambiente.
Ci si è resi conto che in un mondo dove l’economia pretende di governare e dettare le regole: “voti ogni volta che fai la spesa”. È meraviglioso, puoi fare più danni al sistema economico mondiale che massimizza il profitto per alcune categorie di persone non mangiando un panino che tirando un sasso. La presentazione dei temi si avvale di filmati tratti da documentari, di videoclip, di lucidi per cercare di coinvolgere il più possibile i ragazzi/e sia per suscitare le loro domande e riflessioni sia per rendere il più possibile comprensibile con immagini ciò che viene loro presentato. Inoltre per la spiegazione del commercio equo e solidale ci sarà una presentazione di alcuni prodotti e delle schede di presentazione dei prodotti stessi che le accompagna.

Antonio Ariberti

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INTERVENTO SPECIFICO SU: “Pubblicità regresso: come si consuma il Sud del mondo”

L’esperienza realizzata con le classi del biennio del Liceo Scientifico di Viadana nell’anno scolastico ‘98/ ‘99 e precedentemente, nella prima metà degli anni Novanta, presso il Liceo Scientifico di Cremona ad opera dell’allora Commissione Progetto Giovani, ha visto l’intervento di due operatori della nostra Cooperativa su progetto concordato con la prof. sa Evelina Stringhini - che desidero ricordare come amica e sostenitrice di NONSOLONOI a due anni dalla prematura scomparsa.
Il progetto, articolato su due interventi di due ore ciascuno, propone ai ragazzi una riflessione sul ruolo pervasivo della pubblicità, sul coinvolgimento emotivo che provoca nell’utente sul condizionamento indotto nel consumatore che “crede” di scegliere un prodotto. Una serie di diapositive consentono di “guardare meglio” immagini e didascalie dei messaggi pubblicitari, invitando gli alunni ad indovinare e riconoscere prodotti, schemi comunicativi e modelli concettuali di riferimento, in relazione al rapporto tra bisogni e tendenze, desideri e costruzioni di identità.
Si passa quindi ad analizzare il ruolo degli stereotipi nella formazione o nel rafforzamento di immaginari collettivi, di un “sentire comune”, di bisogni indotti, di frasi fatte, di linguaggi generazionali “a slogan” . Contemporaneamente si sollecitano gli

alunni ad individuare “quello che la pubblicità non dice”: quanto ignoriamo della storia anche dei prodotti più noti ? Perché marche prestigiose non comunicano il luogo di provenienza del prodotto finito? Quale lavoro - spesso infantile- sta alle spalle di molti dei nostri quotidiani acquisti? Quale il reale potere nutrizionale di quella “merendina”? E quanto incide il “testimonial” famoso sul costo finale del prodotto? I ragazzi scoprono, in genere con sorpresa, quanto complesso sia il rapporto tra immagine che sembra “rendere vero” un prodotto e verità storica ricostruibile attraverso una più consapevole lettura “tra le righe”, ben oltre la suggestione omologante.
Nel corso della collettiva ricerca di esempi più o meno noti che possano fornire risposte agli interrogativi sopra esposti, viene introdotto un ulteriore passaggio: come il Sud – paesaggi, arte, tradizioni, storia, volti, materie prime, …- viene rappresentato attraverso la pubblicità? Il potere dell’evocazione e della seduzione, il tema dell’integrazione( …tutti uguali.. a chi?!), il richiamo esotico e la figura del “selvaggio”: quanti “messaggi” importanti e mistificanti possono essere introiettati più o meno consapevolmente dal consumatore del Nord?
E infine: può esistere un linguaggio pubblicitario differente? Esistono “canali” commerciali che sanno essere alternativi nella capacità di informare il consumatore- cliente sul prodotto in sé, sulla storia che lo accompagna, sul percorso dalle terre del Sud alle botteghe del Nord?
La proposta del Commercio equo e solidale, l’analisi delle schede che accompagnano i singoli prodotti e del linguaggio che accompagna la “pubblicità” all’esterno delle Botteghe del mondo è l’ultima tappa del percorso proposto come tappa significativa nella formazione di “consumatori critici e solidali”
Il fondamentale dialogo didattico tra operatori della Cooperativa, alunni e docenti risulta in genere facilitato proprio dal richiamo all’esperienza quotidiana dei personali acquisti e dal divertente gioco di decodifica - anche con una buona dose di umorismo ed ironia- di immagini che pubblicizzano… quello che mai avremmo immaginato, perché, si sa, “la pubblicità è l’anima del commercio”…, e, forse, di un commercio “senz’anima”!!??
Indicazioni bibliografiche e materiale in fotocopie consentono una ripresa di temi e problematiche più direttamente connessi ai contenuti disciplinari affrontati dalle singole classi.

Daniela Negri

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SCUOLE MEDIE INFERIORI

DALLA SCUOLA MEDIA DI CASALBUTTANO

NONSOLONOI è il titolo della ricerca condotta dalla classe 3a B della scuola media di Casalbuttano nell’anno scolastico 99/00 con la guida delle insegnanti Piazza Lorena e Tecchio Laura.

Finalità educativa: sensibilizzare gli alunni di una classe terza di scuola media alle problematiche del sottosviluppo e della disuguaglianza tra Nord e Sud del mondo.
La ricerca trova ampia motivazione proprio nei programmi di Storia e Geografia
dell’ultimo anno del ciclo.

Scopo della ricerca: realizzare un testo (libro) da diffondere nell’ambiente scolastico e tra la cittadinanza e il cui ricavato è stato devoluto per la campagna sul debito estero dei Paesi poveri.
Metodologia: quella della ricerca, attraverso lo studio di testi, la formulazione di ipotesi, la raccolta di dati, l’uso di tecnologie multimediali

Importanza dell’iniziativa: tutta la scuola media è stata coinvolta nell’iniziativa, sia attraverso la realizzazione delle varie fasi del lavoro, sia attraverso una mostra didattica
Nei locali della scuola stessa, sia attraverso il coinvolgimento dei genitori degli alunni che hanno collaborato a vario titolo.


Il testo NONSOLONOI redatto dagli alunni della 3a B à realizzato in forma di libro, formato
29 x 21, rilegato in tipografia.

Ermena Manfredini

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INCONTRI CON GLI ALUNNI DELLE SCUOLE MEDIE E CORSO PER GLI ADULTI SULL’IMMIGRAZIONE

Anche quest'anno ho avuto modo di presentare il problema della immigrazione sia ad alcune classi delle Scuole Medie, sia agli adulti, in genere stranieri del Corso per Adulti della Scuola Campi.
Il metodo era adattato alla situazione delle classi anche se non era facile, non conoscendo la situazione e il livello degli alunni.
Per i ragazzi della Media si partiva da un giro di domande sul problema, di ciò che avevano sentito a casa, in classe o con gli amici, quali le reazioni, i pregiudizi. Più interessante quando in classe c'era qualche alunno proveniente da altri paesi, in genere africani a latinoamericani, cui ho chiesto di raccontare la loro storia, le peripezie del viaggio, le
difficoltà incontrate nella nuova terra e quale l'integrazione con i compagni di scuola. In questo caso il dibattito si faceva più ricco e spigliato.
Si partiva poi attraverso lucidi e video a classificare il fenomeno migratorio, sottolineandone il fattore non congiunturale e ricercandone assieme le cause. Dalla globalizzazione ai problemi del debito, della
guerra e della fame alla ricerca di migliori situazioni di vita, di migliori guadagni. Dalla fuga ad ogni costo da situazioni invivibili alla ricerca di avventurarsi per arricchirsi in fretta fino ai mercati delle persone, alle nuove schiavitù.
La partecipazione è sempre stata molto ricca, in alcune classi più vivace e profonda, in altre meno. Si percepiva se l'insegnante aveva già dato alcune
nozioni del problema parlando della geografia politica e economica e se la provenienza era da una famiglia dove regnavano i luoghi comuni di un certo modo di leggere la realtà o da una famiglia che rifletteva criticamente sul tema. Purtroppo si deve rilevare che il tempo di una lezione è troppo limitato per permettere di tracciare un quadro il più completo possibile su un problema così vasto e complesso.
Nelle lezioni tenute con gli adulti in maggioranza stranieri, logicamente il punto di partenze era sempre la conoscenza reciproca, il racconto da
dove venivano e come erano arrivati e i problemi che stavano affrontando.
Come per i ragazzi delle Medie si partiva poi per riannodare i problemi e fare sintesi sulle cause del fenomeno migratorio, sui problemi dell'integrazione e sulle soluzioni di inserimento nella realtà italiana.
Interessante tra gli adulti la preoccupazione di verificare i propri valori culturali e religiosi e di metterli a confronto con quelli degli altri
colleghi. Anche in questo caso la valutazione è positiva. Occorrerebbero maggiori incontri a livello scolastico e anche extra scolastico per un confronto,
una maggior conoscenza della cultura del luogo, delle leggi e dei diritti, per permettere la maturazione di un rapporto dialogico che superi le paure e i pregiudizi, la non conoscenza e le chiusure per un rapporto civile nel rispetto dei diritti delle persone e del pluralismo delle espressioni culturali.
Aggiungo un appunto, partendo da un'esperienza fatta non nel programma di Nonsolonoi e non a Cremona. Ho avuto modo di presentare il tema della migrazioni a un gruppo di classi delle Scuole Superiori e se in una esperienza tutto è funzionato abbastanza, nella seconda per la presenza di
alunni di una identificazione ideologica altamente conservatrice la lezione si è trasformata in un vero e proprio conflitto verbale senza la possibilità di un dialogo rispettoso e critico. Scrivo non per lamentare il caso ma per sottolineare la necessità di trovare spazi di dibattito sul problema nelle scuole superiori dove si preparano coloro che devono tra
pochi anni assumere gli impegni politici, economici e culturali del paese.
Se avremo dato una mano per una cultura del dibattito democratico e critico e del rispetto reciproco senza ricorrere alla violenza anche verbale, avremo contribuito immensamente alla formazione di un mondo civile, capace di accoglienza e di rispetto all'altro.

Mario Aldighieri

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SCUOLE ELEMENTARI

IL LUNGO VIAGGIO DEL CACAO

A chi viene proposto il gioco:
Il gioco viene proposto ai bambini delle ultime classi della scuola elementare (9 e 10 anni) ma potrebbe essere utilizzato anche con bambini/e fino a 12 anni.

Durata dell’attività:
Sono previste due ore tra presentazione, gioco e discussione finale

Materiali a disposizione:
Non ci deve essere assolutamente niente sopra al banco. Ogni cosa viene fornita dall’animatore.

Obiettivi:
Simulare l’intera catena produttiva (dal cacao al cioccolato) sia del commercio internazionale che del commercio equo, per cogliere, sulla propria pelle, le ingiustizie esistenti nell’attuale sistema commerciale.

Svolgimento:
La classe viene divisa in due gruppi seguendo lo schema predisposto per il gioco:
- uno rappresenta la catena produttiva del COMMERCIO INTERNAZIONALE (8-12 bambini),
- l’altro quella del COMMERCIO EQUO (7-10 bambini).

Quindi si passa alla fase di esecuzione del gioco.

Al termine creare un momento di silenzio e attenzione e far dire ai bambini che cosa hanno fatto, evidenziare il diverso trattamento che i contadini hanno ricevuto nei due percorsi.

Far riflettere i bambini su quello che hanno capito facendo questo gioco,.


Visita il prodotto di una classe elementare al termine di queto percorso.

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L’ESPERIENZA DELLE SCUOLE ELEMENTARI

Sono un’insegnante del 3° circolo oltre che socia della Coop Nonsolonoi e faccio parte della commissione di intercultura. Questa commissione è attiva da alcuni anni. Dopo un primo periodo di riflessione e di studio dallo scorso anno abbiamo cominciato a produrre materiale per le nostre scuole.
Si è deciso di affrontare come primo lavoro, la programmazione di ricerca geografica.
Siamo partite dicendo che tutte le discipline sono interessate al discorso interculturale ma che alcune come la ricerca storica e geografica, si prestano in maniera privilegiata alla trasmissione di conoscenze utili alla formazione di un cittadino nelle società pluriculturale. Si trattava non tanto di formulare nuovi obiettivi ma di inserire in quelli esistenti contenuti i interesse interculturale. L’obiettivo individuato è la percezione di sé e dell’altro.

In classe prima si va da:

1. una dimensione personale riferita all’immagine di sé fisica rapportata a quella degli altri (somiglianze differenze);

2. a una dimensione affettivo/emotiva riferita a situazioni che fanno scattare in noi dei sentimenti confrontandole con quelle degli altri;

3. a una dimensione sociale riferita al vissuto familiare che parte dalla propria casa e dalla propria famiglia per far superare il concetto di diversità (ogni casa è casa e ogni famiglia è famiglia);

In classe seconda si parte dalla storia personale per arrivare a raccontare le nostre storie, trovando somiglianze e differenze, e ad ascoltare storie del passato e del mondo. (Questo lo si può fare anche con i giochi, le fiabe, i cibi…).

Un altro lavoro, che si collega al discorso casa fatto in prima, è la scoperta delle cose nel mondo.

In classe terza si cominciano ad utilizzare alcuni strumenti cartografici: si ha così il confronto tra la Carta di Mercatore e la carta di Peters e il confronto tra le varie rappresentazioni del mondo per evidenziare come i continenti vengano più o meno “centralizzati” in base all’appartenenza geografica di coloro che hanno preparato la cartina.
Si inseriscono le conoscenze del proprio ambiente dal punto di vista geografico nella relazione con ambienti simili, ricercando le condizioni di vita dell’uomo e le problematiche che ne scaturiscono (es. Pianura Padana - altre pianure alluvionali nel mondo e confronto delle loro problematiche).

In classe quarta affrontando il discorso sulle regioni italiane si affronta il tema della migrazione interna ed esterna.

In classe quinta vengono proposte:

- l’ipotesi Gaia (visione della terra come un tutt’uno dove ogni realtà si collega alle altre);

- le fasce climatiche e gli ambienti naturali ad esse collegati, insediamenti umani e loro problematiche: deforestazione, siccità, coltivazioni, globalizzazione dei mercati, lavoro minorile, …

- si guardano le associazioni mondiali (ONU, Banca Mondiale, …) la CEE e l’Europa.

Il lavoro affrontato quest’anno, poi, ha riguardato la produzione di un protocollo di accoglienza per i bambini stranieri che prevede, tra le altre cose, l’incontro con i genitori, in modo da poter conoscere da subito la storia del bambino sia familiare sia scolastica per un migliore inserimento nella classe e nella scuola.

Carla Bellintani

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